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Scienze
31/10/2006 11:02

Rita Levi Montalcini parla al CILEA

Autore: Segreteria Tecnica
Durante l'edizione 2006 del convegno sul Calcolo ad Alte Prestazioni, la prof.ssa Rita Levi Montalcini ci ha rilasciato un'intervista, condotta dal prof. Enrico Bellone, direttore della rivista Le Scienze. Ecco che cosa ci ha detto.

Enrico Bellone Buongiorno professoressa, e innanzitutto grazie per averci concesso questa intervista. La prima domanda che voglio farle è quasi d’obbligo. Lei sa benissimo che negli ultimi decenni nelle scienze biologiche ci sono stati progressi conoscitivi e culturali di altissimo livello, tuttora in corso. Una situazione paragonabile forse a quella delle scienze fisiche nei primi quaranta anni del ’900. Dal suo punto di vista altissimo, quali sono le aree di ricerca più importanti della biologia contemporanea?


Rita Levi Montalcini Dal mio punto di vista, la scienza del cervello. Il problema mente/cervello è la cosa più importante alla quale non abbiamo ancor dato risposta. Noi sappiamo che sono intimamente associati uno all’altra, ma come, dove e in che modo, ancora non lo sappiamo.


Enrico Bellone Certamente, però, questo problema mente cervello, che è plurisecolare, oggi viene riformulato in modo molto diverso rispetto a quanto accadeva nell’800.


Levi Montalcini Non c’è dubbio. Con le conoscenze dei circuiti nervosi, particolarmente della neocorteccia e della paracorteccia, noi possiamo svolgere indagini che non erano possibili ai nostri progenitori. Questo anche grazie all’enorme afflusso di scienziati di alto livello allo studio di questo problema.


Enrico Bellone Questo ci rincuora, anche nel vedere la biologia non come tecnica ma come forma alta della cultura. Qui però c’è un problema al quale lei da tempo è molto attenta. E cioè il reclutamento dei giovani nel mondo della ricerca. Quale è il suo punto di vista su questo delicatissimo problema?


Levi Montalcini Forse la mia esperienza di quasi un secolo, come lei sa io sono vicina al secolo, è che non esiste nessuna possibilità di indagine che sia migliore di quella scientifica. Io debbo a questa indagine, affascinata come ero già da giovane dalla complessità del cervello, io debbo a questo il fatto che ho una lunghissima vita. Questa è una tappa di un lungo percorso e seguo ancora con lo stesso fascino lo studio del cervello, problemi quali quelli con cui ho iniziato la mia carriera.


Enrico Bellone Quindi ai giovani lei raccomanda la passione per questo tipo di problemi.


Levi Montalcini È difficile raccomandare la passione. Ma renderli consapevoli di quanto è formidabile, importante, dedicare noi stessi, non a problemi di basso livello, non alla nostra persona, ma al mondo attorno a noi. Non esiste altro problema più affascinante di quello di renderci conto di che cosa è la nostra vita e che cosa è l’universo in cui viviamo. Quindi ai giovani studiosi questo è aperto, ma non agli altri. È un privilegio di un giovane che inizia una carriera potersi dedicare a problemi affascinanti che lo astraggono del tutto, lo allontanano, dalle difficoltà giornaliere. Ai giovani voglio dire che penso non esista carriera più bella di quella scientifica, sia dei sistemi inorganici che organici. Io vorrei potervi trasmettere quella gioia che ho sempre avuto nella mia vita di vedere il mondo con un totale disinteresse alla mia persona. Anche i periodi difficili delle persecuzioni non mi hanno toccata, tanta era la gioia che avevo, come Robinson Crosue, di lavorare in condizioni difficili.


Enrico Bellone Uno degli aspetti più affascinanti, per usare il termine che ha usato lei, della ricerca in biologia è che ogni volta che studiamo un sistema biologico, che può essere apparentemente semplice come una sinapsi o complicato come una rete di neuroni, ci troviamo di fronte a degli universi di eventi che si verificano in queste strutture. Lei ritiene che i giovani possano essere aiutati in queste ricerche utilizzando modelli matematici e sistemi di calcolo molto complessi?


Levi Montalcini Sì. Purtroppo non è stato il mio caso. Ai miei tempi, nella mia gioventù, avrei potuto, ma non ho indagato in questa direzione. Io sono stata portata avanti dal fascino che esercitava su di me il sistema nervoso, e forse da un po’ di intuito, che mi ha portato alla scoperta, che mi ha dovuto gli onori di Stoccolma, 1986, di una molecola che agisce su cellule nervose, cellule immunitarie, cellule del sistema endocrino e che hanno la possibilità di creare la meravigliosa struttura della mente umana.


Enrico Bellone Professoressa, questa sua scoperta ha segnato certamente una tappa decisiva nello sviluppo dello studio di questi sistemi. Oggi ci sono molte speranze, credo anche fondate, che questi studi possano portarci a una forma di biomedicina, che risolva moltissimi dei problemi, delle patologie.


Levi Montalcini Certo. Direi che oggi sappiamo che abbiamo giustamente possibilità con la biomedicina di arrivare là dove non era possibile in passato. Diciamo che la conoscenza che io avevo non differiva da quella di un mio progenitore rinascimentale. Oggi, con lo sviluppo dell’informatica, abbiamo una nuova possibilità enorme di simulare le funzioni del cervello.


Enrico Bellone Con questo ha già risposto a una domanda che volevo farle. I giovani hanno oggi la fortuna di avere tecnologie di comunicazione legate all’informatica che prima non c’erano. I pionieri come lei non le avevano.


Levi Montalcini È vero. Alla gioventù di oggi si aprono possibilità di attacco al problema che non erano neppure immaginabili al tempo della mia infanzia, ma diciamo pure pubertà e adolescenza. In poco tempo si sono percorse distanze inaudite. Praticamente, la biologia è stato un campo statico fino alla fine del secolo scorso [intende dell’800 NdR]. Oggi con lo sviluppo dell’informatica si sono aperte enormi possibilità di attacco, sia simulando le funzioni dei sistemi sia portando nuovi contributi. Sappiamo dei robot e di tutto quanto è nato recentemente.


Enrico Bellone Quindi potremmo chiudere questa nostra conversazione, se lei è d’accordo, rilevando ancora una volta che le nuove capacità di calcolo che ci vengono date oggi e che i pionieri non avevano possono accelerare ulteriormente questa crescita delle nostre conoscenze.


Levi Montalcini Non c’è il minimo dubbio. Io soffro di essere nata troppo presto. Forse a quello debbo anche il riconoscimento che ho avuto. Quando ho iniziato questi lavori nessuno studiava il sistema nervoso. I miei due compagni, Dulbecco e Luria, che hanno avuto prima di me gli onori di Stoccolma, avevano già realmente qualche possibilità che io non possedevo. Non avevo nulla contro la matematica, tutt’altro, ma non ero stata iniziata. A questo si deve iniziare nei primi anni, negli anni prescolari. Sia alla musica che alla matematica.


Enrico Bellone La musica è un’altra cosa magica, bella come la matematica.


Levi Montalcini Certo, però sia all’una che all’altra bisogna iniziare il prescolare, o l’infante. Quella è l’età in cui si formano i nuovi circuiti cerebrali, in cui si mettono le basi di ciò che sarà l’uomo.


 


  
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