PPOA è stato pensato fin dall’inizio come un sistema destinato all’oncologia pediatrica e rivolto al monitoraggio dei soggetti guariti.
Si tratta sia di escludere eventuali riprese della malattia, sia di controllare gli eventuali effetti dannosi dei trattamenti ricevuti (di cui sia nota la pericolosità).
All’off-therapy, i dati della cartella medica vengono inseriti nel sistema che li utilizza per suggerire al medico i follow-up da assegnare al soggetto: ovvero sequenze personalizzate di esami da effettuare a determinate scadenze.
Quindi i follow-up “partono”: il sistema segnala di volta in volta gli esami che il soggetto deve sostenere, e chiede che i loro esiti siano registrati. In base a tali esiti, il sistema fornisce al medico una traccia per apprezzare l’evoluzione dello stato di salute del soggetto guarito evidenziando, quando è indispensabile, l’intervento diretto dello specialista per valutare la situazione e suggerendo le necessarie modifiche di “percorso” del monitoraggio. Questo iter prosegue fino all’esaurimento di tutti i follow-up assegnati al singolo soggetto ossia fino a quando il paziente ha superato il periodo in cui è più probabile il manifestarsi di “sequele” o “recrudescenze”.
La complessità del percorso informatico e dei dati medici coinvolti ha reso la messa a punto particolarmente impegnativa. Il passaggio da una prima versione, utilizzata di routine per oltre quindici anni presso la Clinica Pediatrica dell’Ospedale di Monza ma limitata alle leucemie, a una versione ampliata alla maggior parte dei tumori principali ha richiesto molto tempo e sforzi.
Oggi una versione “logicamente completa” del sistema, fornita quindi di tutte le sue funzioni articolate in sequenza, viene sperimentata dagli ospedali che hanno partecipato alla sua messa a punto: oltre alla citata Clinica dell’Ospedale di Monza, l’U.O. Emato-Oncologica Pediatrica dell’Istituto Gaslini di Genova e la Clinica di onco-ematologia pediatrica dell’Università di Padova.
Il CILEA e le strutture ospedaliere che hanno lavorato alla messa a punto del sistema segnalano che l’attività di sperimentazione, recentemente iniziata, viene volentieri estesa ad altri partner purché interessati a partecipare al confronto scientifico che il progetto ha permesso di avviare.